Biografia

Sorolla Autoritratto
Si può essere felici solo se si è pittori
Joaquín Sorolla


Joaquín Sorolla Bastida nasce a Valencia nel 1863. Qui frequenta l'Accademia di Belle Arti dal 1878 al 1881.

Inizia a dipingere en plein air incoraggiato da uno dei suoi insegnanti, Gonzalo Salvá e successivamente dal pittore Ignacio Pinazo Camarlench. Nel 1884 vince una medaglia di seconda classe all'Esposizione Nazionale di Belle Arti e ottiene una borsa di studio per l'Italia assegnata dall'Amministrazione provinciale di Valencia. Nel 1885 si reca a Roma e, da lì, a Parigi, dove entra in contatto con le poetiche naturaliste. Di ritorno in Italia visita diverse città. Nel 1887 si stabilisce ad Assisi e, in quella occasione, comincia a realizzare scene di ambientazione valenciana sotto l'influenza di José Benlliure y Gil. Si dedica quindi alla pittura di genere che caratterizzerà in buona parte la sua produzione successiva.

Nel 1888 sposa Clotilde García del Castillo.

Nel 1889 ritorna a Parigi per visitare l'Esposizione Universale. Ha modo di conoscere meglio le moderne tendenze pittoriche del realismo e del naturalismo che esercitano sull'artista una notevole influenza, sia dal punto di vista stilistico che contenutistico.
In questi anni si afferma anche grazie alla partecipazione alle esposizioni nazionali e internazionali dove riceve importanti riconoscimenti: nel 1895 un suo dipinto, Il ritorno dalla pesca, viene acquistato dallo Stato francese per il Musée de Luxembourg. Si dedica in misura sempre crescente al ritratto, genere del quale diverrà un esponente di spicco.

Nel 1890 nasce la sua prima figlia, María Clotilde, nel 1892 Joaquín e nel 1895 la terzogenita Elena.

Nel 1900 partecipa all'Esposizione Universale di Parigi dove vince il Grand Prix. In tale occasione conosce i pittori John Singer Sargent, Anders Zorn e Giovanni Boldini dei quali diviene amico; la conoscenza della loro opera è determinante per Sorolla che in questi anni si impone come uno dei più celebri ritrattisti della Belle Époque. Il pittore spagnolo è al culmine della carriera, la sua produzione è brillante, la sua sensibilità e la velocità di esecuzione gli permettono di creare opere di grande fascino in cui la luce ha un ruolo fondamentale. Oltre ai ritratti, che gli garantiscono buoni guadagni, Sorolla si avvicina al paesaggio, viaggiando in diverse regioni spagnole per cogliere le sfumature di ciascun luogo. Dal 1906, inizia ad interessarsi al tema del giardino, che diventerà uno dei fili conduttori della produzione della tarda maturità. Dal 1908 al 1918 soggiorna a più riprese in Andalusia, soggiogato dall’intensità della luce e dalla magia dei patii e dei giardini di Siviglia e Granada: ad essi si ispirano alcune serie di dipinti che testimoniano una personale assimilazione delle poetiche simboliste.
Il successo internazionale del pittore è sancito da una serie di mostre personali nelle principali città europee e statunitensi. Tra queste Parigi (1906); Berlino, Düsseldorf e Colonia (1907); Londra (1908) New York, Buffalo e Boston (1909); Chicago e Saint Louis (1911).

Nel 1911 Sorolla riceve un’importante commissione dalla Hispanic Society of America di New York per un imponente progetto decorativo dal titolo Le province spagnole, conosciuto oggi come Visione della Spagna. Per realizzarlo, viaggia per quasi otto anni alla scoperta degli usi e costumi iberici da tradurre nella sua opera. In questo periodo il pittore e la sua famiglia si trasferiscono nella casa di Paseo del General Martínez Campos, dove attualmente si trova la casa-museo a lui dedicata. Ispirandosi ai patii e ai giardini della Spagna meridionale, Sorolla progetta il suo giardino come uno scenario intimo in cui poter sperimentare le infinite possibilità della sua arte, cercando sempre nuove strade per interpretare la luce.

Dopo essere stato colpito nel 1920 da emorragia cerebrale, Sorolla si spegne il 10 agosto 1923 a Cercedilla (Madrid).
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