La mostra MEIS versione Beth[a]. All'inizio di un percorso lungo 22 secoli, articolata in tre parti, intitolate Versione Beth, È arrivato l'ambasciatore e Italia di Luci, è organizzata e curata da Raffaella M. Mortara, consigliere d'Amministrazione della Fondazione MEIS.
L'esposizione è un excursus attraverso 22 secoli di storia che testimonia la presenza degli Ebrei in Italia e che prende spunto dal significato e dall'importanza della lettera Beth all'interno dell'alfabeto e più in generale della cultura ebraica.
Versione Beth, con l'esposizione di codici miniati, volumi a stampa e documenti di svariate epoche, ripercorre la storia degli ebrei in Italia, dal XIV secolo ai giorni nostri. Verranno messe in evidenza le tante forme con cui la lettera Beth è stata scritta a mano, miniata o stampata. È arrivato l'ambasciatore gioca su piani differenti: l'esposizione da una parte, attraverso la riproduzione in gigantografia del trattato fra la prima ambasceria di Jehuda ha-Maccabi (Giuda Maccabeo) ed il Senato di Roma, testimonierà quanto lontani nel tempo siano stati i primi contatti tra "ebrei" e "Italia" (161-162 a.e.c.), mentre dall'altra, ripercorrendo le vicende di Jehuda ha-Maccabi, ci ricorderà del grande evento di Hanukkah. In Italia di Luci ci sarà la ricostruzione virtuale della nostra penisola e si illumineranno le città, i borghi e i villaggi in cui gli ebrei hanno vissuto nel corso di ventidue secoli. Inoltre saranno esposte le Hannukkiot prestate dalle comunità per la mostra e quelle realizzate dagli alunni e dalle alunne delle varie "scuole".
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