L'impressionismo di Sorolla

la nostra mostra d'arte 2012
Un'arte che mostra gli effetti luminosi della realtà

Se la reputazione internazionale di Sorolla deve molto alle sue straordinarie doti di ritrattista, il tratto più inconfondibile della sua arte, quella in cui è più forte il suo impressionismo, si esprime nella capacità di catturare una visione immediata della realtà esaltandola con raffinati effetti luminosi. Questo è uno degli aspetti della pittura di Sorolla che verrà presentato nella nostra prima mostra del 2012.





l'impressionismo della nostra mostra d'arte 2012
Sorolla e l'Andalusia

Sorolla scopre l’Andalusia in un momento cruciale per la sua arte. La medaglia d’oro all’Esposizione di Parigi del 1900 e l’accoglienza trionfale della prima mostra personale parigina hanno sancito la sua reputazione, mentre grandi commissioni internazionali gli garantiscono il successo commerciale. Ormai al riparo da qualsiasi incertezza sulla propria carriera, Sorolla continua a riflettere sulle possibilità della propria arte: la luce dell’Andalusia, il suo grandioso paesaggio e la poesia delle sue architetture gli offrono allora infiniti spunti per orientare progressivamente il suo lavoro in una direzione più moderna ed essenziale, muovendo dal naturalismo della pittura nordica e francese dell’Ottocento verso la pittura pura.



l'impressionismo della nostra mostra d'arte 2012
Tipi andalusi

Quando Sorolla rivolge la sua attenzione alle donne andaluse egli costruisce le sue figure con sicurezza e sobrietà, come testimonia una breve e suggestiva sezione della mostra. Ne è un esempio significativo Joaquina la gitana (1914), illuminato da un effetto di luce artificiale dal basso che mette in risalto la compatta volumetria della figura e la sua espressione fiera.




Note impressioniste

Il portale web Tiscali, recensendo la nostra prima mostra del 2012, si sofferma sulla dimensione più legata alle influenze impressioniste di Sorolla. Torna il paragone con Monet e il comune interesse per i giardini e l'acqua, i silenzi e i colori.
"il suo pennello descrive i mosaici colorati dei giardini moreschi, i patii (il Patio de artistas del Café), le architetture islamiche, i labirinti di verzure, i riflessi dell'acqua sui marmi e le ceramiche".
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impressionismo Sorolla mostra 2012
Patio de Comares

Nel febbraio del 1917 Sorolla dipinge a Granada. La sua pittura è molto più sintetica, rappresenta solo ciò che è necessario e spesso appare avvolta dalla foschia. Mentre continua a ricercare nuovi modi di trattare la luce, nei suoi dipinti si verifica una sempre pià evidente smaterializzazione dei contorni.


recensioni alla nostra mostra d'arte 2012
Sorolla in stile Monet

Anche il Giornale dell'Arte vede nel Sorolla della nostra prima mostra 2012 dei richiami a Monet: "La sezione dedicata agli anni finali, trascorsi perlopiù a Madrid dove Sorolla concepisce un luogo in «stile» Monet a Giverny, portando nel proprio giardino una serie di piante andaluse insieme a fontane, ceramiche, colonne, statue, alberi da frutto e piante ornamentali".
Non mancano però i riferimenti a Boldini "tanto che l’allestimento si apre con una serie di ritratti della famiglia Sorolla ripresi in un paesaggio quotidiano, con alcuni cenni al Simbolismo che poi sarà molto più evidente nei quadri del periodo andaluso e degli anni madrileni".
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impressionismo alla nostra mostra arte 2012
A Parigi, “verso una pittura della luce”

A Parigi Sorolla frequentò i musei, visitò il Salon des Artistes di quell’anno e vide le mostre di Bastien-Lepage e Adolf Menzel. Questo viaggio fu determinante nell’orientarlo verso una pittura della luce. Inoltre, il giovane artista si rese conto di come la sua produzione fosse ancorata al plein air, che a Parigi andava per la maggiore, e anche di quanto fosse opposta alle tendenze estetiche dell’epoca.
(Blanca Pons-Sorolla, dal catalogo della mostra)




«Non mi piace dipingere in studio»

Tra il 1890 e il 1901 il suo percorso artistico fu costellato di premi importanti, nazionali e internazionali. All’Esposizione nazionale di Madrid del 1890 gli fu assegnata una medaglia di seconda classe per Boulevard di Parigi. Nel 1892 ottenne la medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale di Madrid per Un’altra Margherita. Aveva dipinto questo quadro su un binario morto della stazione di Valencia, nel vagone ferroviario raffigurato sulla tela, per rievocare nella maniera più veritiera una scena che aveva visto durante uno dei suoi viaggi nella città natale. Come egli stesso ebbe a dire, «il lavoro in atelier propriamente detto, se non per dipingere un certo genere di ritratti, è una cosa artificiale, qualcosa di simile a un inganno. Non mi piace dipingere in studio, lo confesso; lo detesto con tutta l’anima». (Blanca Pons-Sorolla, dal catalogo della mostra)




Impressionismo di Sorolla alla nostra mostra arte 2012
L’età d’oro dei giardini

La passione per i giardini giunse al culmine verso la fine del diciannovesimo secolo, epoca in cui le città cominciarono ad espandersi e a dilagare nelle campagne. In essa erano confluite altre due passioni venute dal passato: quella dei romantici per la natura e, più di recente, quella dei positivisti per le scienze naturali. Nel clima culturale della Belle Époque entrambe si trasformarono praticamente nel loro opposto. Da un lato, se quella sognata dai romantici era stata una natura vergine e senza limiti, il giardino fin de siècle si inseriva – perfettamente delimitato – nella trama urbana dei nuovi insediamenti. Esso era anzitutto artificio, opera finemente e arbitrariamente plasmata dal suo creatore. D'altro canto, pur essendo controllati e recintati come lo erano stati gli orti botanici, questi nuovi giardini prescindevano da ogni aspirazione scientifica e si offrivano al visitatore come contesto di sogni e di realtà immaginarie.
(Tomàs Llorens, dal catalogo della mostra)





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