le opere in mostra

Ferrara, Palazzo dei Diamanti - dal 17 ottobre 2010 al 30 gennaio 2011
le opere della mostra
Lepre morta con sacca per polvere da sparo e carniere, 1728-30
Entrata al Louvre nel 1979, quasi a celebrare il bicentenario della morte di Chardin, questa grande natura morta è tra i quadri di caccia più belli e toccanti dell'artista. [...]



le opere della mostra
Un giovane scolaro che disegna, 1733-34
Fort Worth, Kimbell Art Museum
[...] Nel descrivere questo scolaro intento al suo lavoro, l'artista evita ogni accenno aneddotico a tutto vantaggio di quella che si usa chiamare, con una definizione un po' vaga, "l'esattezza dello sguardo".



le opere della mostra
Cesto di prugne, bottiglia e bicchiere d'acqua mezzi pieni, e due cetrioli
è da ammirare lo sfondo lavorato a velature su cui spiccano le prugne di un blu intenso e vellutato, i due grossi cetrioli, la bottiglia color antracite posta esattamente al centro della composizione e il bicchiere d'acqua trasparente. Va osservato il sapiente gioco di riflessi e il contrasto deliberato tra toni caldi e freddi. Questa è l'unica natura morta che si possa ammirare alla Frick Collection ed è all'altezza dei capolavori che si trovano nella prestigiosa istituzione.

le opere della mostra
Gatto con razza, ostriche, brocca e pane, c. 1728
Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza

"L'elemento chiave nelle sue tele è l'oggetto, che varia e cambia il suo ruolo all'interno del dipinto secondo il suo rapporto con gli altri elementi presenti in ogni opera", scrive Mar Borobia nel testo di presentazione di questa opera nel sito internet del Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid.
Si tratta di una tela che mostra l'influenza della pittura olandese, evidente nelle prime opere dell'artista, nella quale Chardin personalizza i soggetti tipici della cultura nordica.
Di questo processo sono protagonisti gli animali diventati oggetti inanimati e silenziosi. La complessa composizione e la ricchezza di colori contribuiscono al realismo e all'integrità visiva dell'opera in mostra.


le opere della mostra
Paiolo di rame stagnato, macinapepe, porro, tre uova e tegame di terracotta, 1734-35
Detroit Institute of Arts

Chardin, come d'abitudine, dispone gli oggetti nello spazio con la massima cura. Egli gioca con le forme concave e convesse con rigore e precisione. Il bordo del tavolo è leggermente in ombra e sul suo tono bruno spicca il bulbo bianco del porro, mentre il gambo verde, unica nota acida nella composizione, giace sul piano del tavolo rischiarato da una luce intensa proveniente da sinistra. I colori vanno dal bianco naturale delle uova al nero antracite del manico del paiolo e la tonalità d'insieme è calda e vibrante. Non vi è la minima forzatura in questa raffigurazione di oggetti domestici tra i più comuni, sui quali, se non fosse per Chardin, nessuno forse fermerebbe la propria attenzione: «La bellezza di un quadro non dipende dalle cose che vi sono raffigurate»

le opere della mostra
Mortaio con pestello, ciotola, due cipolle, paiolo di rame e coltello, 1734-35
Parigi, Musée Cognacq-Jay

Tutti gli oggetti fanno riferimento alla cucina; l'artista li raffigura da una distanza molto ravvicinata rendendoli monumentali, in contrasto con il formato ridotto del pannello.
Sapremmo ammirare questi utensili da cucina d'uso quotidiano, questi oggetti così comuni, così banali, se non fosse per i dipinti di Chardin? Egli ce li mostra in una luce nuova facendoci scoprire la loro bellezza, in virtù di quel prodigio, di quella «magia» che i suoi biografi settecenteschi attribuivano alla sua pittura.

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PALAZZO DEI DIAMANTI
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