a proposito di Chardin

Ferrara, Palazzo dei Diamanti - dal 17 ottobre 2010 al 30 gennaio 2011
a proposito di Chardin
Parola di Cézanne
L'apprezzamento di Van Gogh per Chardin è ormai noto, ma Cézanne non è da meno:
"Gli oggetti si compenetrano tra loro... Non cessano mai di vivere, capite... Si espandono intorno a se stessi con intimi riflessi, come noi stessi con gli sguardi e con le parole...È stato Chardin il primo a intravederlo, ha arricchito di sfumature l'atmosfera delle cose [...] Non trascura niente. È riuscito così a sorprendere tutta questa confluenza, nell'atmosfera, delle particelle più tenui, questo pulviscolo di emozioni che avvolge gli oggetti".
Conversazione di Paul Cézanne con Joachim Gasquet in J. Gasquet, Cézanne, Paris 1921


prima della mostra: a proposito di Chardin
La straordinarietà di Chardin
(Estratto da Le scene di genere di Pierre Rosenberg)
[…]I soggetti scelti da Chardin non avevano niente di straordinario, anzi, erano già stati trattati dalla pittura olandese del Seicento […] Chardin non era un pittore intellettuale […] non intendeva caricare le sue composizioni di significati esemplari o morali […] Ciò che gli interessava era quella "magia" della pittura che deliziava Diderot […] e che segnò tanti pittori dell'Ottocento e del Novecento.


prima della mostra: a proposito di Chardin
Evoluzione stilistica
(estratti da Le scene di genere di Pierre Rosenberg)
[...] Possiamo parlare di evoluzione stilistica? Questa è evidente e straordinaria, nell'esecuzione come nella concezione delle opere [...]
Questo importante cambiamento può essere datato attorno al 1738-40: Chardin ora colloca le figure in uno spazio più vasto, le pennellate si fondono, si fanno più sfumate, i toni tenui preannunciano quelli dei pastelli futuri, l'aria circola più liberamente e, soprattutto, l'artista non sceglie più i suoi modelli tra i popolani ma si rivolge all'ambiente borghese della sua futura consorte [...]


prima della mostra: a proposito di Chardin
Primi passi oltre le nature morte
[Come raccontava Pierre-Jean Mariette]
"Chardin temeva, forse a ragione, che se avesse continuato a dipingere solo oggetti inanimati e poco interessanti ci si sarebbe presto stancati delle sue opere e che, provandosi a dipingere animali vivi, sarebbe sempre stato inferiore a Desportes e Oudry [...] Allora decise di accantonare la sua inclinazione principale e di sceglierne un'altra [...] il pittore aveva due obiettivi: uno economico, dato che sapeva di poter guadagnare parecchio dalla vendita delle stampe tratte dai suoi quadri di genere [...]l'altro artistico: la pittura di genere, si trovava ben al di sopra delle nature morte nella gerarchia dei generi, gerarchia che nel diciottesimo secolo era rigorosamente e unanimemente rispettata".
Estratti da Le scene di genere di Pierre Rosenberg


prima della mostra: a proposito di Chardin
L'arte di afferrare ciò che ad altri sfugge
Ci sono opere che non necessitano di un numero per indicarne l’autore: tali sono quelle di Chardin, il pittore che più di ogni altro rende la natura con esattezza e verità. [...] Egli ha la capacità di afferrare ciò che a chiunque altro sfuggirebbe [...] Si trova nei suoi quadri un colore vero, un disegno esatto e la più spirituale imitazione della natura, che egli riproduce nei più minuti particolari con tutta la pazienza dei pittori fiamminghi, mentre il suo pennello ha il vigore di quello di un buon pittore italiano.
Abate Jean-Bernard Le Blanc
Observations sur les ouvrages de MM. de l'Académie..., Paris 1753


prima della mostra: a proposito di Chardin
Nulla di più semplice...
In apparenza non vi è niente di più semplice dell'arte di Chardin. I suoi soggetti si comprendono a prima vista, con sicurezza. [...]
La sua originalità fu tanto più palese quanto più egli ebbe cura di dissimularla. Chardin voleva essere un artista del suo secolo, eppure si sottrasse al suo secolo. Non affrontò soggetti nuovi, ma inventò una nuova maniera di dipingere, o meglio, un nuovo modo di concepire la pittura. [...]
Chardin reinventò a proprio uso e consumo una tecnica che non è paragonabile a quella di nessuno [...]
La lavorazione di Chardin è completamente diversa, fatta di ricchi impasti, di strati di pittura sovrapposti, di una materia oleosa. Egli sceglieva soggetti che non si lasciavano raccontare [...]
Estratti da Il segreto di Chardin di Pierre Rosenberg


prima della mostra: a proposito di Chardin
Fedele alle proprie scelte, senza rinunciare a sperimentare
[...] Chardin non orientò le proprie ricerche in un'unica direzione, al contrario, sembra che abbia progressivamente ampliato i suoi orizzonti esplorando nuove vie, sperimentando nuovi soggetti, pur rimanendo fedele alla resa del vero e all'osservazione accurata della realtà che non abbandonò mai [...]
estratto da Un esordio difficile: le prime nature morte di Pierre Rosenberg


prima della mostra: a proposito di Chardin
Il segreto di Chardin
[...] La coscienza e la scienza - ecco tutti i procedimenti, tutto il segreto e tutto il talento di Chardin. La sua ammirevole tecnica si basa sulle più profonde conoscenze teoriche, risultato di lunghe e solitarie meditazioni. La sua scienza del dipingere deriva da questa scienza del vedere, alla quale Diderot andrà ad attingere la parte migliore e più salda della sua educazione artistica.
Essa gli deriva da quei sensi prodigiosi che al primo colpo d'occhio che getta su un quadro, gli fanno individuare in una parola l'armonia che manca alla tela, e ciò che sarebbe necessario per mettervi l'accordo che non c’è. Per dirla in breve, c'è un grande teorico sotto il grande esecutore. Da questo, la sua maniera di dipingere unica. [...]
Edmond e Jules de Goncourt
Chardin, in "Gazette des Beaux-Arts", 1864, XVI, pp. 159-160 e 166-167


prima della mostra: a proposito di Chardin
Gli occhi giusti per guardare Chardin
[...] Per guardare i quadri degli altri, mi sembra di aver bisogno di farmi gli occhi, per vedere quelli di Chardin non ho che da conservare quelli che mi ha dato la natura e usarli bene. [...]
Denis Diderot
Salon de 1763, in Salons, a cura di J. Seznec e J. Adhémar, Paris 1957, vol. I


prima della mostra: a proposito di Chardin
Stili irraggiungibili
Le commedie [di Marivaux] non sono tali per niente; sono romanzi che a volte fanno ridere, a volte fanno piangere. Il suo stile è unico, o meglio non è uno stile; per scrivere come scrive bisogna che sia proprio lui. Scrive come Chardin dipinge; è un genere, un tipo di gusto che si ammira e non si può raggiungere; chi lo copia non può fare che dei mostri.
Thomas L’Affichard
Caprices Romanesques, Paris 1745


prima della mostra: a proposito di Chardin
Pittura rozza, verità che colpisce
Ha un modo di dipingere che è soltanto suo: il segno non è definito, il tocco non è fuso, al contrario, la stesura è rozza, grossolana. Sembra che le pennellate siano appena appoggiate e tuttavia le sue figure sono di una verità che colpisce, e la singolarità della stesura non fa che conferire loro più naturalezza, più anima
Cavaliere de Neufville de Brunabois-Montador
Description raisonnée des tableaux exposés au Louvre,
Lettre à Madame la Marquise de S.P.R.
, s.l. 1738


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