dal catalogo

Ferrara, Palazzo dei Diamanti - dal 17 ottobre 2010 al 30 gennaio 2011
stralci dal catalogo della mostra
Perché Chardin
estratto dalla premessa di Pierre Rosenberg nel catalogo della mostra

Perché una mostra su Chardin in Italia e, a seguire, in Spagna? La risposta è molto semplice: le due esposizioni monografiche che ho avuto l'onore e la gioia di curare – nel 1979, in occasione del bicentenario della morte dell'artista, e nel 1999, per i trecento anni della sua nascita – sono state presentate rispettivamente a Parigi, Cleveland e Boston, e a Parigi, Düsseldorf, Londra e New York. Dopo aver celebrato Chardin nell'area anglosassone e germanica, ci è parso opportuno presentarlo in due grandi nazioni mediterranee. Il suo lavoro non ha infatti finora goduto del favore del pubblico italiano e spagnolo e solo raramente, in questi due paesi, gli è stata manifestata l'ammirazione di cui godette in vita nelle aree nordeuropee [...].

Riteniamo che l'esposizione di Ferrara e Madrid, nel suo esito finale, renda giustizia all'artista. È vero che – com'era da aspettarsi – alcuni musei e collezionisti hanno scelto di concedere le loro opere a una sola sede (Ferrara o Madrid), ma nonostante questo siamo riusciti ad ottenere un'equilibrata visione d'insieme della carriera dell'artista in tutte le sue fasi, sia per quanto riguarda le nature morte, sia per quanto attiene alle scene di genere. Una visione che permette di valutare l'evoluzione del suo stile in direzione di una crescente sobrietà. Con il trascorrere degli anni i dipinti di Chardin prendono a "respirare" sempre più liberamente, l"aria circola tra gli oggetti e le figure con sempre maggiore naturalezza. Le composizioni diventano sempre più armoniose, più semplici, più silenziose, più perfette... [...]


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PALAZZO DEI DIAMANTI
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