La mostra 2012 giorno per giorno

simbolismo alla nostra mostra arte 2012
Un fare simbolista

Tra i paesaggi di Granada, lo studio per Sierra Nevada, nuvola gialla del febbraio 1910 – più piccolo e dall’esecuzione più sommaria – è il più distante come stile dalle vedute realistiche della Sierra de Guadarrama, a nord di Madrid, dipinte qualche anno prima. Qui le pennellate dense ed energiche che formano grosse macchie di tonalità intense denotano un approccio sintetico, quasi un fare simbolista...
(Boye Llorens, dal catalogo della mostra)



opere alla nostra mostra arte 2012
Maria vestita da contadina valenciana

"[...] Un altro importante dipinto venduto a questa mostra fu María vestita da contadina valenciana, che venne acquistato dall’amico Pedro Gil Moreno de Mora insieme a un’altra opera, dell’anno precedente, che raffigurava Clotilde ed Elena sulla spiaggia di Jávea. Quello di María è il primo ritratto di Sorolla ambientato in un giardino".
(Boye Llorens, dal catalogo della mostra)



Impressionismo di Sorolla alla nostra mostra arte 2012
L’età d’oro dei giardini

La passione per i giardini giunse al culmine verso la fine del diciannovesimo secolo, epoca in cui le città cominciarono ad espandersi e a dilagare nelle campagne. In essa erano confluite altre due passioni venute dal passato: quella dei romantici per la natura e, più di recente, quella dei positivisti per le scienze naturali. Nel clima culturale della Belle Époque entrambe si trasformarono praticamente nel loro opposto. Da un lato, se quella sognata dai romantici era stata una natura vergine e senza limiti, il giardino fin de siècle si inseriva – perfettamente delimitato – nella trama urbana dei nuovi insediamenti. Esso era anzitutto artificio, opera finemente e arbitrariamente plasmata dal suo creatore. D'altro canto, pur essendo controllati e recintati come lo erano stati gli orti botanici, questi nuovi giardini prescindevano da ogni aspirazione scientifica e si offrivano al visitatore come contesto di sogni e di realtà immaginarie.
(Tomàs Llorens, dal catalogo della mostra)



la mostra arte 2012
L'Alhambra

Tra le tappe del viaggio nel sud della Spagna, la visita al complesso monumentale dell’Alhambra e Generalife era una sosta imprescindibile. La sua condizione di città-palazzo nasride conservatasi per secoli e, in particolare, la sua posizione in cima alla collina della Sabika, tra le valli dei fiumi Darro e Genil, con la Sierra Nevada sullo sfondo e la fertile pianura di Granada tutt’intorno, facevano della visita a questo monumento una vera e propria esperienza estetica. Così raffigurarono l’Alhambra i numerosi artisti che si incaricarono di riscoprire e diffondere con i loro racconti e le magnifiche immagini questo insieme di edifici così incantevole ed affascinante.
L’Alhambra fu anche oggetto di interesse per gli sguardi più analitici di coloro i quali, nella seconda metà del XIX secolo e nei primi decenni del XX ne fecero un punto di riferimento nell’ambito del disegno architettonico e un modello di perfezione in campo ornamentale.
(María del Mar Villafranca Jiménez, dal catalogo della mostra)


opere alla nostra mostra arte 2012
Un risultato spettacolare

Nel 1906, in preparazione della personale che avrebbe tenuto a Parigi e che sapeva determinante, Sorolla dipinse un gruppo di quadri tra cui il bellissimo María vestita da contadina valenciana, un ritratto della figlia realizzato nel giardino di casa, che egli descrisse all’amico Pedro Gil come «una sensazione di luce». Era la prima volta che dipingeva un ritratto in un giardino e il risultato fu spettacolare. L’opera fu acquistata alla mostra dallo stesso Pedro Gil. A questo periodo risale anche Il giardino di calle Miguel Ángel, in cui appare la figlia minore dell’artista.
(Blanca Pons-Sorolla, dal catalogo della mostra)




«Non mi piace dipingere in studio»

Tra il 1890 e il 1901 il suo percorso artistico fu costellato di premi importanti, nazionali e internazionali. All’Esposizione nazionale di Madrid del 1890 gli fu assegnata una medaglia di seconda classe per Boulevard di Parigi. Nel 1892 ottenne la medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale di Madrid per Un’altra Margherita. Aveva dipinto questo quadro su un binario morto della stazione di Valencia, nel vagone ferroviario raffigurato sulla tela, per rievocare nella maniera più veritiera una scena che aveva visto durante uno dei suoi viaggi nella città natale. Come egli stesso ebbe a dire, «il lavoro in atelier propriamente detto, se non per dipingere un certo genere di ritratti, è una cosa artificiale, qualcosa di simile a un inganno. Non mi piace dipingere in studio, lo confesso; lo detesto con tutta l’anima». (Blanca Pons-Sorolla, dal catalogo della mostra)




impressionismo alla nostra mostra arte 2012
A Parigi, “verso una pittura della luce”

A Parigi Sorolla frequentò i musei, visitò il Salon des Artistes di quell’anno e vide le mostre di Bastien-Lepage e Adolf Menzel. Questo viaggio fu determinante nell’orientarlo verso una pittura della luce. Inoltre, il giovane artista si rese conto di come la sua produzione fosse ancorata al plein air, che a Parigi andava per la maggiore, e anche di quanto fosse opposta alle tendenze estetiche dell’epoca.
(Blanca Pons-Sorolla, dal catalogo della mostra)



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