La prima sezione della mostra è composta da due opere d'arte di Monet e Renoir.
Nell’ultima fase della sua vita che coincise con i primi anni Venti, Claude Monet realizzò alcuni dei dipinti più originali e impressionanti della sua carriera. Belle ed audaci, queste opere testimoniano con eloquenza come un artista nella fase matura della sua attività avvertisse la profonda necessità di esprimere le sensazioni provate al cospetto della natura. Questi dipinti attestano anche il bisogno dell’artista di rivedere le tradizionali nozioni accademiche della pittura di paesaggio e di lasciare un’eredità.
Uno dei tanti capolavori presenti in mostra è sicuramente il Ponte Giapponese di Monet. Ispirato al giardino di Giverny, il dipinto testimonia la portata rivoluzionaria dell'ultima stagione del maestro impressionista, che, scardinando qualsiasi idea di rappresentazione naturalistica e prospettica, si spinse alle soglie dell'astrazione.
La tela appartiene al Musée Marmottan di Parigi, la più grande collezione al mondo delle opere di Monet: una raccolta che comprende 94 dipinti, 29 disegni e otto quaderni dell'artista e che permette di ripercorrere la sua intera carriera. Dalle opere dipinte sulla costa della Normandia alle vedute di Parigi, dagli scorci di Londra a quelli norvegesi, fino ovviamente alle celebri ninfee e ai ponti giapponesi.