La Parigi della mostra

Parigi in quegli anni: atmosfere della nostra mostra 2011
Il luogo e il tempo degli estremi artistici

Negli anni Venti del Novecento Parigi era il luogo dove bisognava vivere. La città – capitale edonistica del mondo occidentale – attirava da ogni parte del mondo artisti, scrittori, musicisti e danzatori in cerca di fortuna e di celebrità. Nel primo dopoguerra la società parigina, diversamente da quella di altre città occidentali, era autenticamente liberale, conservava la sua tradizionale indipendenza intellettuale e credeva nell'arte per l'arte. Il trauma della Grande Guerra indusse molti artisti a rivedere le proprie posizioni e a formulare nuove teorie. Si delinearono così degli estremi di pessimismo e di ottimismo, un desiderio di rompere con tutte le tradizioni per ricominciare da capo, oppure di conquistare un nuovo tipo di semplicità e di ordine che garantisse un senso di stabilità, e molti di questi nuovi atteggiamenti derivavano da idee concepite prima della guerra.
La mostra Gli anni folli interpreterà alcune delle voci artistiche che emersero nella capitale francese nel terzo decennio del secolo, gli anni che spesso vengono definiti "folli". L’intento del progetto è quello di dimostrare come l'intrecciarsi di queste voci promosse uno straordinario scambio di idee e di influenze che avrebbero dato un'impronta alle innovazioni artistiche susseguitesi nella parte restante del Novecento.




La Parigi della nostra mostra 2011
Modernità ovunque a Parigi

«La modernità – questo gran mistero – abita ovunque a Parigi: la si ritrova ad ogni angolo di strada, accoppiata a ciò che era un tempo, pregna di ciò che sarà. Come Atene ai tempi di Pericle, oggi Parigi è la città dell'arte e dell'intelletto per eccellenza. È qui che ogni uomo degno del nome di artista deve esigere il riconoscimento dei propri meriti. »


Giorgio de Chirico, ‘Vale Lutetia,’ in Rivista di Firenze, n. 8, Febbraio 1925, pp. 11-17




La Parigi della nostra Mostra 2011
La Parigi di Hemingway

Per chi vuole capire cosa era la Parigi della nostra mostra, consigliamo la lettura di “Festa Mobile”, nel quale Ernest Hemingway, racconta uno dei periodi più importanti della sua vita, durante i quali imparò quell’arte dello scrivere che poi lo consacrò in tutto il mondo, sullo sfondo di una Parigi dove bastava camminare lungo i boulevard di Montparnasse e St. Germain per incontrare, seduti ai tavolini dei bistrò più alla moda, gli artisti che hanno segnato l’intero Novecento.


Festa Mobile è stato ristampato da poche settimane. Leggi la recensione del Sole24ore


la Parigi della nostra mostra 2011
Un clima estetico ideale

“Si può dire che l’arte prodotta a Parigi negli anni Venti abbia un suo carattere distintivo? La si può definire un’arte “viva” per il fatto che comprendeva le creazioni di artisti sia francesi che stranieri? Alla fine di quel decennio, la capitale era davvero diventata «la Babele di tutte le confusioni», per riprendere una domanda del critico belga André de Ridder? Si può, insomma, parlare del dilagare di un’arte senza identità, «fatta di componenti eterogenee, come il Volapük, o l’esperanto», come sosteneva Waldemar George? O piuttosto quel periodo fu caratterizzato da un clima estetico atto a favorire una fioritura di creazioni originali? Per rispondere al quesito è necessario tener conto delle molteplici interazioni tra il passato e il presente della cultura con cui gli artisti, francesi e stranieri, si trovarono a misurarsi, sperimentando una metamorfosi identitaria a contatto con “l’altro”.” (Gladys Fabre – dal catalogo della mostra 2011)



la nostra mostra d'arte 2011 e il film del grande maestro
Gli anni folli e Woody Allen

Ferrara e la mostra di Palazzo dei Diamanti dedicata alla Parigi degli Anni Venti saranno il contesto ideale dove presentare in anteprima nazionale l’ultima pellicola di Woody Allen, Midnight in Paris. L'anteprima del film si svolgerà giovedì 1 dicembre alle ore 20,30 presso il Cinema Apollo, storica sala ferrarese che peraltro festeggerà il novantesimo anno di attività.
L'esposizione, aperta a Palazzo dei Diamanti di Ferrara sino all'8 gennaio, è dedicata proprio al mito di Parigi negli anni Venti e offre un affascinante contrappunto pittorico alle vicende del film del maestro newyorkese.


Il film
La pellicola – interpretata da un cast d’eccezione che comprende Owen Wilson, Rachel McAdams, Marion Cotillard, Kathy Bates, Adrien Brody e Carla Bruni – è un omaggio di Woody Allen alla ville lumière: «il mio desiderio era mostrarvi la mia Parigi e i sentimenti che provo per questa città».
L’intreccio del film prende spunto dal soggiorno a Parigi di una giovane coppia di americani, per poi focalizzarsi sul grande amore del protagonista Gil per una città la cui storia leggendaria è talmente vitale e palpabile da lasciar spazio ai sogni più ambiziosi. La capitale francese riaccende infatti in lui il desiderio di seguire le orme dei grandi scrittori americani che furono protagonisti del fermento parigino degli anni Venti. È così che Gil incontra, uno dopo l’altro, i miti letterari e musicali della propria giovinezza – da Hemingway a Scott Fitzgerald fino a Cole Porter – e, accanto ad essi, alcuni degli autori dei capolavori esposti a Ferrara.

La mostra e il film
Sono numerose le sequenze del film di Allen che rievocano quel cocktail esplosivo di talenti artistici protagonisti della rassegna a Palazzo dei Diamanti. Ad esempio, sia la narrazione cinematografica che la mostra ferrarese prendono le mosse dall’ultima, rivoluzionaria stagione creativa di Monet consacrata allo stagno di ninfee con ponte giapponese. Si sviluppa poi, in una successione di scene irresistibili, un caleidoscopio di incontri inaspettati: Picasso in persona difende di fronte a Gertrude Stein la propria svolta surrealista dei secondi anni Venti, una tendenza anticipata già nelle forme voluttuose della straordinaria tela Chitarra, bicchiere e fruttiera esposta a Palazzo dei Diamanti; subito dopo un’amante e modella di Picasso evoca la “leggenda” di Modigliani, il genio sregolato scomparso all’inizio del decennio che fu un pioniere del moderno classicismo “anni venti”, con tele come il Nudo, icona della rassegna ferrarese; e poi ancora Man Ray, Buñuel e Dalí, con loro Gil intreccia un dialogo esilarante sulla propria situazione paradossale, del tutto in linea con il carattere ironico, irrazionale e fantastico delle creazioni dei suoi interlocutori, con le quali si chiude la mostra a Palazzo dei Diamanti.
Il clima cosmopolita e liberale, i locali frequentati da artisti e scrittori, la magia degli scorci parigini sono gli ingredienti di quell’atmosfera unica di “festa mobile”, come la definì Hemingway, che non cessa di incantare: «per quanto ne sappiamo Parigi è il luogo più bello dell’Universo», afferma Gil, e il film di Allen e la mostra ferrarese ce ne danno spettacolare conferma.






Il successo di Midnight in Paris

Ottimo successo di Midnight in Paris, sia di critica che di vendite, il più grande successo di Woody Allen degli ultimi anni.
Ci piace pensare che, oltre al genio indiscusso del regista americano, ciò sia anche dovuto alla scelta particolarmente azzeccata del soggetto, quella Parigi Anni Venti così ricca di fermenti culturali, atmosfere uniche, e straordinari artist che anche la nostra mostra ha rappresentanto e che è stata accolta con grande favore dal pubblico.
l'articolo di Cooming Soon


PALAZZO DEI DIAMANTI
Corso Ercole I d’Este 21, 44121 Ferrara
tel +39 0532 244949