Un raggruppamento fluido

Fu il critico d'arte André Warnod a coniare, nel 1925, la definizione École de Paris per indicare gli artisti non francesi, appartenenti perlopiù all'ambiente ebraico, residenti a Parigi negli anni immediatamente successivi alla Prima guerra mondiale, alla quale la nostra mostra dedica una delle sezioni iniziali. In genere i membri di questo raggruppamento alquanto fluido dipingevano in uno stile figurativo che potremmo chiamare espressionismo poetico; essi incarnarono quella che fu la corrente d'arte pittorica francese più particolare sorta tra il cubismo e il surrealismo. Saranno presenti in mostra opere di Marc Chagall (russo), di Constantin Brancusi (rumeno), di Tsugouharu Foujita (giapponese), di Moïse Kisling (polacco), di Jules Pascin (bulgaro) e di Chaïm Soutine (lituano), che sono tra gli artisti più famosi appartenenti a quella Scuola. Alla cosiddetta École de Paris veniva contrapposta l'École de France – rappresentata da artisti nati in Francia, come André Derain – che si diceva difendesse la purezza e la continuità della tradizione francese. Alla metà degli anni Venti, l'imporsi di artisti ebraici e la presenza di influenze straniere a Parigi suscitarono un notevole risentimento; questi atteggiamenti nazionalistici e antisemiti sarebbero stati screditati solo dopo la Seconda guerra mondiale.

 



PALAZZO DEI DIAMANTI
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