“[…] il giapponese Foujita, uno dei più colti e originali interpreti della Scuola di Parigi, ha saputo dare un volto alla sensualità esibita e pudica di una modella che mostra il suo corpo. Il Nudo disteso del 1922 deve il suo charme raffinato alle stesure diluite e quasi monocrome e allo stile lineare nel quale si fondono reminiscenze della grafica giapponese e stilemi europei, come la pittura rinascimentale del tedesco Holbein […]”
(dalla guida alla mostra)