Zurbarán (1598 – 1664)
14 settembre 2013 – 6 gennaio 2014

Palazzo dei Diamanti ospita per la prima volta in Italia una monografica dedicata al pittore spagnolo Francisco de Zurbarán (1598-1664), grande mistico del Siglo de oro.

La mostra, organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dal Centre for Fine Arts di Bruxelles, è un’importante occasione per scoprire la forza delle invenzioni di un artista straordinario, a lungo ricordato dalla critica come il “Caravaggio spagnolo”.

Zurbaran Santa Casilda

Tra i protagonisti dell’arte iberica del XVII secolo insieme a Velázquez e Murillo, Zurbarán ha reinventato i soggetti più classici grazie a uno stile modernissimo, lasciando in eredità opere percorse da un naturalismo asciutto e monumentale, sintesi mirabile di tradizione e innovazione. In vita il pittore ha conosciuto un grande successo per la sua capacità di interpretare il fervore religioso del suo tempo con immagini quotidiane e visionarie, intime e grandiose, e anche in epoca moderna, a partire dall’Ottocento e fino alla seconda metà del Novecento, le sue tele sono state fonte d’ispirazione per più generazioni di artisti, dai Romantici a Manet, fino a Morandi, Dalí e Picasso.

Una selezione di capolavori provenienti dai più importanti musei e collezioni private europee e americane ripercorre l’intera carriera artistica di Zurbarán: dalle opere con le quali egli si afferma sulla scena di Siviglia, “la Firenze spagnola”, a quelle segnate dal luminismo drammatico e contrastato della corrente del tenebrismo ispirata a Caravaggio e Ribera, come nel San Francesco d’Assisi nella sua tomba, fino alle tele successive al soggiorno madrileno e al contatto con Velázquez, dove a prevalere saranno atmosfere più chiare, felici scorci sul paesaggio e dettagli domestici. La sua pittura si distingue tanto per l’abilità nel definire i volumi nello spazio e l’incidenza della luce, che per il gusto dell’astrazione e della semplificazione, giungendo all’essenza delle cose attraverso una visione lucida e cristallina della realtà. Ineguagliabile è poi la maestria nel dipingere le stoffe, dalle più austere, dal carattere quasi scultoreo e giocate su un’unica tonalità, fino alle più raffinate, restituite grazie a una tavolozza intensa e brillante, come nella Santa Casilda, più vicina all’immagine di una nobildonna di corte che a una religiosa.

La mostra rivela la ricchezza e la varietà delle scelte di Zurbarán: visioni estatiche e travolgenti, scene quotidiane pervase da un potente misticismo e realismo, intime rappresentazioni mariane, soggetti mitologici, temi allegorici e straordinarie nature morte, come Una tazza d’acqua e una rosa, che rivelano la vita silenziosa degli oggetti.

 

Zurbarán (1598 – 1664)
Ferrara, Palazzo dei Diamanti, 14 settembre 2013 - 6 gennaio 2014

Mostra a cura di Ignacio Cano, con la consulenza scientifica di Gabriele Finaldi, organizzata da Fondazione Ferrara Arte e da Centre for Fine Arts, Brussels con la speciale collaborazione del Museo Nacional del Prado e del Museo de Bellas Artes di Siviglia

Info
Ufficio Informazioni e prenotazioni Mostre e Musei
tel. 0532.244949 fax 0532.203064 e-mail diamanti@comune.fe.it

 

 

Agnus Dei

Agnus Dei, c. 1635-40
The San Diego Museum of Art

 

Una tazza d'acqua e una rosa

Una tazza d’acqua e una rosa, c. 1630
Londra, The National Gallery

 

a sinistra:
Santa Casilda, c. 1635
Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza

 

PALAZZO DEI DIAMANTI
Corso Ercole I d’Este 21, 44121 Ferrara
tel +39 0532 244949