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Chardin

Il pittore del silenzio

Ferrara, Palazzo dei Diamanti

17 ottobre 2010 – 30 gennaio 2011

CHARDIN GIORNO PER GIORNO

la mostra d’arte dietro le quinte
Chardin al Prado
Il prossimo 1° marzo la mostra d’arte su Chardin aprirà al Prado di Madrid, se siete in zona e vi è scappata l’esposizione di Ferrara, sarà un’ottima occasione per visitare il nostro prestigioso partner spagnolo!
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la mostra d’arte dietro le quinte
Parigi degli anni Venti il prossimo autunno
Grande soddisfazione per Chardin, con 78.000 vistatori (ora il dato è ufficiale) in poco più di 100 giorni di mostra, molti dei quali hanno approfittato dell’occasione per visitare altre attrazioni della nostra città.
Ma non è certo il momento di accomodarsi sugli allori: nella conferenza stampa di chiusura della mostra dedicata a Chardin, Ferrara Arte ha finalmente annunciato l’esposizione del prossimo autunno, dedicata alla Parigi degli anni ’20 del ‘900, con nomi di primissimo rilievo come Picasso, Modigliani, Dalì, Mondrian e Magritte.
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la mostra d’arte dietro le quinte
Verso gli Amici dei Diamanti?
Chardin ha dimostrato quello che diciamo fin dall’inizio di questa avventura: è possibile realizzare una mostra d’arte dai forti contenuti innovativi, fuori da certe mode consolidate. e raccogliere non solo ottimi risultati di critica, ma anche buone affluenze di visitatori.
Ecco perché il Comune di Ferrara sta pensando di avviare nuovi progetti di partecipazione dell’opinione pubblica, locale ma non solo, alle mostre d’arte di Palazzo dei Diamanti.
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la mostra d’arte dietro le quinte
Una mostra oltre le aspettative
A mostra chiusa da pochi giorni, la soddisfazione è piena.
Nelle parole del vicesindaco di Ferrara Massimo Maisto non ci sono solo numeri (si stima un’affluenza di circa 76mila visitatori, quando le previsioni erano di 70mila), ma anche la riuscita di un sfida culturale non scontata.
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la mostra d’arte per le scuole
Chardin RaiNews24
Gran bel servizio quello apparso qualche giorno fa su RaiNews24, dedicato al nostro Chardin. Una mostra che ha certamente attratto molti turisti in città, ma che è stata, come ha detto il vicesindaco del Comune di Ferrara Massimo Maisto, “un progetto didattico e culturale a favore di tutto il pubblico italiano“.
Maria Luisa Pacelli, direttrice delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, ha poi illustrato le linee guida di questa mostra: un progetto espositivo “non scontato”, sia nella scelta dell’artista che negli strumenti promozionali e didattici che ha accompagnato questi tre mesi e mezzo di esposizione.
Su tutte, l’apprezzatissimo volume Al di là, Papa! Chardin tra le righe, lettera immaginaria in cui Chardin spiega al figlio la propria arte e il proprio tempo. “Abbiamo voluto coinvolgere i bambini tenendoli per mano, utilizzando il loro punto di vista”, spiega l’autore Luigi Dal Cin.
Ha raccolto altrettanto successo il laboratorio didattico in cui alcuni ragazzi ferraresi hanno guidato studenti più giovani tra le opere della mostra. “E’ stato davvero emozionante – ha detto il vicesindaco Maisto – ammirare la capacità narrativa di questi giovani”.
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la mostra in una città d’arte
Arte e natura in pericolo per le strade di Ferrara
Se dopo la mostra su Chardin farete due passi per Ferrara, vi capiterà di incrociare rinoceronti, balene, ippopotami e altri animali che di norma non si incontrano in una città d’arte.
In occasione dell’Anno Mondiale della Biodiversità, MLB home gallery di Ferrara in collaborazione con il Museo di Storia Naturale di Ferrara, ha ideato questa spettacolare iniziativa che coniuga arte e scienza, architettura e tecnologia: The Faunal Countdown. Prima rassegna urbana di Arte Invadente. The Faunal Countdown (il conto alla rovescia della fauna) consiste in una serie di interventi di arte urbana che hanno come finalità la sensibilizzazione del pubblico “di strada” sul tema delle specie animali in via di estinzione.
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a proposito di Chardin
La luce di Chardin
[…] [Chardin] è davvero, dopo Van der Meer [Vermeer] di Delft, l’inventore di quel grigio francese così felicemente contrapposto ai pastelli fiamminghi, al bitume dei paesi brumosi. Un quadro fiammingo, visto dopo uno dei suoi, ha l’aria di essere cotto nella birra.
Henry de Chennevières

la mostra d’arte nel web
Nature morte: nessuno come lui
Un interessante articolo apparso su ArtesuArte dice che “Nessun pittore di nature morte del XVIII secolo può rivaleggiare con lui”, per poi chiedersi subito se Chardin fosse solo “un pittore di nature morte? I suoi quadri non sarebbero per lui dei pretesti per dipingere con questo “sentimento” che gli importava tanto?”.
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la mostra in una città d’arte
Fiera dell’Artigianato Artistico
Dopo aver visitato la nostra mostra, vi consigliamo di arricchire il vostro weekend d’arte a Ferrara con la Fiera dell’Artigianato Artistico: il 15 e 16 gennaio la centrale Piazza Trento Trieste diventa un’esposizione a cielo aperto di creatività, amore per l’arte in ogni sua forma e originalità, vetro, ceramica, legno, carta, stoffe.

le opere della mostra
Ragazzo che fa le bolle di sapone
[…] È indubbio che in ogni epoca il tema delle bolle di sapone sia stato usato per alludere alla precarietà dell’esistenza, ma preferiamo far nostra un’affermazione coraggiosa di Marianne Roland Michel [1994]: «Non credo che Chardin, raffigurando un giovane che fa delle bolle di sapone, osservato da un bambino, intendesse dipingere un’allegoria della vanità o della fragilità delle cose»

a proposito di Chardin
Un’aria fanfaronesca
“Chardin ci guarda, in questo ritratto, con l’aria fanfaronesca di un vecchio che non si piglia sul serio[…] O, piuttosto, la nostra giovinezza ha forse ferito la sua impotenza, ed egli si ribella in una sorta di sfida appassionata, inutile e la cui vista ci fa male? Si potrebbe quasi crederlo, tanto la vivacità degli occhi, il fremito della bocca hanno un’aria grave. […] Davanti ai vecchi ci accade talvolta di sorridere, come davanti a vecchi e attraenti pazzi. Ma qualche volta proviamo anche, davanti a loro, un senso di paura, proprio come davanti a dei pazzi”.
Marcel Proust

la mostra d’arte nel web
La nostra mostra sul New York Times
Non è la prima volta, ma è sempre una gran soddisfazione vedere la propria mostra d’arte recensita da uno dei più importanti giornali del mondo…
Il 22 dicembre scorso New York Times ha dedicato una pagina al nostro Chardin.
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parola di turista
Ve la consiglio
Bellissima mostra di Chardin a Ferrara. Un gusto e una delicatezza riscontrabili in pochissimi artisti”, è il parere di Lina Sotis sul sito del Corriere della Sera.
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a proposito di Chardin
Il pittore della borghesia
In Chardin, la borghesia del XVIII secolo […] incontrò il suo pittore […]. Questa borghesia laboriosa, ancor pura nei costumi, dalla vita regolata, gli offrì i soggetti per le sue composizioni. […]
Chardin aggiunge alla verità dei maestri nordici le delicatezze di una natura francese. […]
Charles Blanc

parola di turista
La natura colta sul fatto
Altri apprezzamenti alla nostra mostra arrivano da Forumtime, dove “Monnalisa” offre interessanti approfondimenti e curiosità su Chardin. E ancora una volta scopriamo che l’arte del nostro pittore era poco conosciuta a molti appassionati italiani.
Siamo davvero contenti che si stia realizzando quanto il curatore della mostra Pierre Rosenberg si augurava all’inizio di questa avventura: che il nostro paese scoprisse questo grande maestro del Settecento Francese.
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la mostra d’arte nel web
Ferrara e Chardin: coppia insolita, ma interessante
Lo dice l’importante rivista francese “La Tribune de L’Art”, in una breve ma interessante recensione sulla nostra mostra. A colpire i critici francesi è, ancora una volta, il legame tra l’arte di Chardin e le origini emiliane di Morandi, tale da fare della nostre regione il contesto ideale per proporre il grande maestro del Settecendo francese nel nostro paese.
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parola di turista
Dialoghi su Tiscali
Abbiamo trovato un’interessante discussione a proposito della nostra mostra d’arte su Chardin in Tiscali.it.
Ne riportiamo qualche passaggio.
“vedo in Chardin un precursore di certo realismo magico…Mi dica, per favore, se prendo una cantonata…E’ una sensazione…e provo, comunque, una forte fascinazione…”.
“Certa staticità di Funi, la spiritualità di Oppi, lo spazio incantato di Donghi, le nature morte metafisiche di Morandi, grande ammiratore di Chardin. Da leggere “L’avventura novecentista” di M. Bontempelli”.
…la considerazione sul posare gli oggetti e semplicemente…veniva in mente Morandi. anche a me, io credo a due possibilita’: o che Melisa Garzonio pensasse, anche lei a Morandi mentre scriveva, o che io conosco solo Morandi in quel modo di posare banalmente le cose sul tavolo, e proprio quelle cose là. A me piace tantissimo”.
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a proposito di Chardin
L’influenza di Chardin sulla pittura moderna
Tra gli artisti francesi anteriori al XIX secolo, Chardin è con Poussin e Claude Lorrain quello che ha avuto la maggiore influenza sulla pittura moderna. Certe ricerche di Manet e di Cézanne sono inconcepibili senza Chardin. […] Solo in Cézanne e nel suo seguito si può pensare di trovare tanta forza in tanta semplicità. E, prima di Chardin, solo Vermeer, di cui si aspetta invano una natura morta, sarebbe stato in grado di evocare un simile serenità da alcuni accordi di bianco e blu in una luce lattiginosa.
Charles Sterling
La nature morte de l’antiquité à nos jours, Paris 1952

la mostra d’arte nel web
Chardin e Morandi
donnemammenonnedonne.it ha realizzato una lusinghiera recensione della nostra mostra. Tra le altre considerazioni, il sito ricorda che, come lo stesso Diderot (che poi sarebbe diventato uno dei maggiori estimatori del nostro artista in mostra) non si accorse subito del genio di Chardin,”anche l’Italia riconosce in ritardo il suo valore, ma si riscatta completamente con questa bellissima e completa mostra al Palazzo Diamanti di Ferrara: un raro gioiello, imperdibile; poesia allo stato puro, comprensibile anche ai non addetti ai lavori; perché Chardin punta dritto al cuore, dobbiamo solo trovare la calma e il tempo per ascoltarlo”.
Interessante poi il percorso che porta il sito in questione a trovare un legame tra la bella mostra su Morandi (in questi giorni ad Alba)e la nostra esposizione dedicata a Chardin.
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estratti dal catalogo della mostra
I pastelli
Ritorniamo per un momento alle parole del Curatore della Mostra Pierre Rosenberg riguardo un momento curioso del percorso artistico di Chardin.
“Al Salon del 1771 Chardin stupì i suoi colleghi e conoscenti esponendo tre opere a pastello. Si sapeva che era gravemente malato e che la pittura a olio gli era stata proibita: i pigmenti a base di piombo e le sostanze leganti, il cui impiego era allora obbligatorio, gli provocavano gravi disturbi agli occhi, una malattia nota come amaurosi. Un secolo dopo, anche Degas avrebbe sofferto dello stesso male e per questo anch’egli sarebbe passato al pastello […]
Con l’aiuto di una tecnica di cui dominò i segreti, ma che gli era nuova e che reinventò a proprio vantaggio, Chardin – che fu forse la figura più geniale nella storia del pastello – chiuse la sua carriera consegnandosi a noi, con distinzione e fierezza, come un artista sicuro di sé, fiducioso che i posteri gli avrebbero riservato un posto di diritto.”

la mostra d’arte nel web
La poesia degli oggetti
Ecco come la “Gazzetta di Parma” vede l’arte di Chardin in mostra fino al 31 gennaio a Ferrara: “Gli oggetti più umili sublimati in suprema poesia: ecco il miracolo di Jean Simeon Chardin (1699-1779), un «ufo» caduto nel teatrale giardino di delizie in cui viveva la nobiltà francese del Settecento tra gioiose pastorelle e incipriati cavalieri, tra sete luccicanti e lo scintillio degli ori, tra composizioni arcadiche in versi e tele con personaggi mitologici immersi in teneri azzurri e pallidi rosa”.
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CONFERENZE, INCONTRI E SPETTACOLI

La mostra a Palazzo dei Diamanti è un’occasione per approfondire non solo l’arte di Chardin e di altri artisti francesi a lui contemporanei, ma anche alcuni aspetti della cultura francese del Settecento, in particolare la musica e il teatro, e di evidenziare l’influenza profonda e la fascinazione continua esercitata del secolo dei Lumi sull’arte moderna e sul cinema. Sono questi i temi di un ciclo di conferenze e incontri che si terranno presso il Salone d’Onore di Palazzo Massari, il Teatro Comunale di Ferrara e il Cinema Boldini.

L’iniziativa rientra nell’ambito di un progetto interdisciplinare a cura di Ferrara Arte, di Ferrara Musica, del Teatro Comunale e di Arci Ferrara, che presenta anche un calendario di concerti, di spettacoli teatrali ed una rassegna cinematografica.

Un programma speciale è riservato alle scuole: Luigi Dal Cin e Toni Servillo saranno protagonisti, al Teatro Comunale, di due incontri con le scuole di Ferrara (il primo riservato alle classi II-V della scuola primaria e I della secondaria di primo grado, il secondo per le scuole secondarie di secondo grado), mentre per gli insegnanti è previsto un appuntamento a cura di Luigi Dal Cin.